Month: May 2021

Stoehr-Monjou, Ep. 1.5, and Memory

Annick Stoehr-Monjou returns to Ep. 1.5 in the light of memory: ‘Enjeux mémoriels d’un récit de voyage de Lyon à Rome: Sidoine Apollinaire (Lettre 1, 5)’, Viatica HS 4: Fabrice Galtier (ed.), Voyage et mémoire dans l’Antiquité romaine: les écrits latins sur le voyage et leurs enjeux mémoriels, 2021.

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‘Memory Issues of the Travel Narrative from Lyon to Rome by Sidonius Apollinaris (Letter 1, 5)‘
Abstract. In Letter I, 5, Sidonius Apollinaris gives to posterity the memory of his prestigious journey from Lyon to Rome. This study explores how the author gives an account in which memory (§ 1 memoratu) takes a central place, how he reworks the travel narrative, plays with a rich literary memory (Horace, Vergil, Lucan, Pliny the Younger…) and builds self-memory. The re-evaluated memory of Silius Italicus, Prudentius and Claudian’s VI Panegyricus of Honorius is crucial in arguing that Sidonius renews the places of memory and excludes pagan elements. He also gives a testimony of his Christian faith and a discreet criticism of General Ricimer.

Onorato Reviews the Companion

Marco Onorato has reviewed the Companion for BSL 51.1, pp. 283-88. Here are some fragments:

Lungamente atteso, il Companion curato da Gavin Kelly e Joop van Waarden è il frutto di una stagione di studi sidoniani che, prendendo le mosse dalla monografia del 2008 di Silvia Condorelli e godendo poi della forza propulsiva di eventi quali il workshop di Wassenaar del 2011 e il convegno internazionale di Edinburgo del 2014, ha registrato un sensibile incremento del numero di contributi sullo scrittore lionese e, soprattutto, una salutare diversificazione delle linee di ricerca e degli approcci metodologici. E, se già all’ultimo scorcio degli anni ’80 e agli anni ’90 del XX secolo si può far risalire una compiuta riscoperta della centralità di Sidonio come esponente di tendenze stilistiche ed estetiche squisitamente tardoantiche e come chiave di accesso a inquietudini e trasformazioni dell’impero d’Occidente ormai prossimo alla fine, è a questa stagione suggellata dal Companion che dobbiamo una nuova forma di consapevolezza, relativa all’importanza della progettualità e della mobilitazione di sinergie tra specialisti e discipline.
Tale lucidità di sguardo guida K. e W. nell’allestimento del volume, che si avvale dell’apporto di collaboratori in larga misura riconducibili proprio al novero dei ‘pionieri’ di Wassenaar e Edinburgo. L’obiettivo è – per questo Companion così come per ogni impresa editoriale analoga – un punto di equilibrio tra la componente informativa (indispensabile a raggiungere un pubblico ampio e non necessariamente dotato di competenze sofisticate) e l’esigenza di preservare un minimum di tecnicismo e di originalità critica in grado di soddisfare le aspettative degli addetti ai lavori.

[…]

Mathisen si segnala come autore di […] una prosopografia delle opere sidoniane in cui la raccolta, la classificazione e l’esegesi dei dati denotano una formidabile acribia che, del resto, è il portato di un’acuta coscienza dei principali nodi metodologici con i quali un’analisi del genere è chiamata a confrontarsi.

[…]

La quinta sezione del volume (The Manuscript Tradition and the History of Scholarship) è inaugurata dal contributo destinato a lasciare il segno più profondo e duraturo nella storia degli studi sidoniani. Franz Dolveck […] sottopone infatti la tradizione manoscritta sidoniana a uno scandaglio ampio, innovativo e, soprattutto, metodologicamente rigoroso.

Thaumastus, Uncle or Cousin?

Filomena Giannotti investigates the thorny question whether Thaumastus was Sidonius’ uncle or his cousin in ‘Pronus prope o prope patruum? Nota sul Propempticon ad libellum di Sidonio Apollinare (c. 24,84-89)’, BSL 51 (2021) 169-77.

Abstract. As the penultimate stage of his Propempticon ad libellum Sidonius Apollinaris imagines that his nugae arrive at Tres Villae, where the two Thaumastus, father and son, live (carm. 24,84-89). Together with Apollinaris and Simplicius, Thaumastus has traditionally been identified as Sidonius’ paternal uncle, but Ralph W. Mathisen has recently suggested that they were the paternal cousins and coevals of Sidonius. Even though really deserving, this suggestion is based on some doubtful points, which are analyzed here individually, with reference to some passages of Sidonius’ letters (epist. 3,12,5 lines 1-2; 3,11; 5,4,2; 5,6,1; 5,3,1) and in particular to the verse hunc pronus prope patruum saluta (carm. 24,89). As regards this verse, the new exegetic hypothesis of this paper is that prope is not related to patruum, but to pronus, through an anastrophe, like in some other cases in Sidonius. From a semantic point of view, the awkward interpretation “almost a paternal uncle”, on which Mathisen bases his thesis that Thaumastus was not Sidonius’ patruus but the husband of Sidonius’ aunt, would be replaced by the interpretation “almost prone in a bow”. This would seem to be more in line with the playful personification of the libellus and confirm the traditional theory about the relationship between Sidonius and Thaumastus.